Il Digingranditore, l’ingranditore digitale di Giulio Limongelli

Il Digingranditore è un ingranditore digitale retro innovativo studiato e sviluppato in maniera indipendente da me, Giulio Limongelli. È dunque basato su un mio progetto e stampa i file digitali in Camera Oscura su pregiate carte ai sali d’argento: non è una macchina ma è uno strumento del mestiere con cui si stampa in maniera manuale ed in cui è di fondamentale importanza la figura dello stampatore con la sua esperienza e capacità.

Con il Digingranditore eseguo stampe analogiche da file digitali. È una stampa diretta senza altre intermediazioni così come avviene con un ingranditore tradizionale. La luce passa attraverso la lente, raggiunge la carta (sensibile alla luce) impressionandola creando un’immagine latente mentre lo stampatore esegue (con l’uso sapiente delle mani) le opportune tecniche di “manipolazione della luce” dando quel tocco unico ed inimitabile. La carta, così esposta, subisce un trattamento chimico con i tradizionali tre bagni in bacinella: il primo è il bagno di sviluppo, che serve a dare alla luce (“rivelare”) l’immagine latente, il successivo è quello di arresto edi nfine quello di fissaggio al termine del quale la stampa viene accuratamente lavata. Tutte queste operazioni si svolgono in camera oscura con l’ausilio della sola luce rossa. Ancora oggi, vedere l’immagine rivelarsi nel bagno di sviluppo, crea un’emozione unica: una magia che si rinnova ad ogni stampa.

il valore aggiunto di questo tipo di lavorazione è dato dall’uomo che crea, con i suoi interventi durante la fase di stampa stampe uniche con il valore che solo il lavoro artigiano può attribuirle.La stampa in Camera Oscura infatti è stampa artigianale, con il calore che solo un procedimento realizzato col cuore può restituire.

È un tipo di stampa artistica lontana dai prodotti seriali massificati, un tipo di stampa non standard, personalizzata e con una lunga storia alla spalle.

Con il mio Digingranditore in Camera oscura è possibile avere fotografie su tutte le carte tradizionali bianco e nero, dalle Rc da 190 gr/mq (cioè carte su una base sintetica “resin coated”)  alle pregiate carte baritate FB da 255gr/mq (carte in fibra “ fiber based”) ma anche Warmtone, Cooltone ed Mg Art .

 Il Digingranditore permette, in definitiva, di produrre una stampa che può chiamarsi a tutti gli effetti “fotografia” poiché esposta alla luce in fase di stampa. Quindi dalla luce alla luce (dal momento della scatto fino alla fase finale della stampa) il Digingranditore chiude il cerchio del processo fotografico. Il Digingranditore inoltre è stato ripetutamente selezionato per partecipare alla Maker Fair, manifestazione internazionale che riunisce i nuovi artigiani digitali 2.0.


La Camera Oscura al passo con i tempi, Triennale di Milano

Un incontro tra i più importanti stampatori italiani, tra cui Giulio Limongelli, per discutere con loro di tecniche e di sperimentazioni, mettendo in luce esperienze, evoluzioni e contaminazioni che si stanno sviluppando nel confronto tra tradizione e nuove tecnologie. L’incontro è moderato da un ospite d’eccezione:  il fotografo Settimio Benedusi.

Tavola Rotonda, promossa da AFIP – Associazione Fotografi Italiani Professionisti – che  desidera rispondere ad una duplice finalità: riconoscere il valore fondamentale dell’esperienza e della professionalità tipicamente italiane in questo settore e sottolineare l’importanza del dialogo costruttivo tra realtà che operano, con diverse modalità e diversi approcci, nel settore della fotografia e della stampa.

Parola dunque a Giulio Limongelli, artigiano, fotografo e stampatore da oltre trent’anni, che nel proprio portfolio clienti vanta alcuni tra i più importanti fotografi italiani, oltre ad archivi storici e musei. Insegnante della disciplina della stampa fotografica, nel suo Studio Fine Art a Bologna, da vero “Maestro di Bottega” fa vivere da vicino l’esperienza in camera oscura, riportando la stampa fotografica al suo mondo originario, fatto di bacinelle, lampade rosse e odore di acidi. Durante l’incontro, Limongelli si concentrerà sulla sua esperienza di ritorno all’analogico a partire dalla nuova frontiera del digitale, grazie ad invenzioni tecniche come il Digingranditore, e sulla ferma necessità di trasmettere il suo know-how – attraverso corsi individuali e workshop “ a due” – per insegnare un approccio riflessivo alla Fotografia.

Triennale di Milano, 26 maggio 2016

La presentazione continua a questo link


Stampa analogica da file digitale: perché?

video a Cura di NOC – New Old Camera, Milano

Molti si chiedono perchè preferire una stampa fotografica realizzata in camera oscura rispetto ad  una realizzata con sistemi di stampa non convenzionalmente fotografici come il getto di inchiostro.

Non c’è una risposta assoluta. Come ho detto più volte  il confronto non è solo tra un sistema migliore di un altro, spesso è una questione di approccio più che di qualità.

Io ho sempre proposto un tipo di stampa fotografica realizzata con il classico processo in Camera oscura, sia da file digitale che da negativo tradizionale.

Questo tipo di stampa fotografica è quella che intendo portare avanti fino alla fine della mia carriera: sono nato fotografo e stampatore in camera oscura e come tale voglio terminale il mio percorso lavorativo.

Tuttavia ci sono dei punti fermi sui quali vorrei soffermarmi, dei punti che differenziano le stampe fotografiche ai sali d’argento, dei punti che rendono unico il prodotto finito che esce da una camera oscura, dei punti che rivelano il “perchè ” fare una stampa analogica anche da un file digitale:

  • in Camera Oscura si stampa un prodotto che potrà chiamarsi “fotografia” in quanto la carta è fotosensibile quindi  è esposta anch’essa alla luce. Altri sistemi  che non prevedono l’esposizione della carta alla luce in fase di stampa producono semplicemente prodotti diversi che prendono il nome di “stampa”.
  • in Camera Oscura si producono originali unici non standard , personalizzati e con una lunga storia alle spalle , sia che provengano da negativo sia da un file digitale. Seppur replicabile una stampa fotografica non sarà mai uguale alla precedente e neanche alla successiva, sarà unica.
  • in Camera Oscura  si produce una stampa fotografica che acquisirà valore nel tempo sia per sua futura rarità  sia per il procedimento artigianale al quale è stata sottoposta
  • in Camera Oscura  si produce una stampa fotografica con un’ ampia estensione tonale tipica delle carte tradizionali ai sali d’argento.
  • in Camera Oscura  si produce una stampa fotografica stabile nel tempo: nessuna certificazione di durata nel tempo potrà sostituirsi all’effettiva prova empirica del tempo trascorso che ha assegnato un’ autocertificazione della stampa fotografica ai sali d’argento.

In Camera Oscura si chiude il cerchio del processo fotografico, dalla luce alla luce.


Prima di tutto l’uomo

Scegliendo, in un’era digitale, di continuare a stampare in camera oscura con il Digingranditore ho deciso di porre al centro l’uomo con le sue abilità, con la tecnica anteposta alla tecnologia, con l’artigianalità contro i processi semi- industriali .
Non è un rifiuto nei confronti della tecnologia ma solo una fusione tra la tradizione e l’innovazione: è una retro-innovazione .
Continuo dunque lungo questa strada con un sistema di stampa che posso affermare essere di vera natura di artigianato digitale, un sistema in cui la parte prevalente é quella artigianale rispetto a quella digitale e dove il valore aggiunto è dato dall’uomo con il suo cuore e la sua passione.

Dunque, prima di tutto l’uomo.


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